Brindisi di Natale del Corpo Consolare di Torino
giovedì 12 dicembre p.v., presso la Casa del Pingone, in via della Basilica 13, Torino, è stato realizzato l'aanuale brindisi di Natale del Corpo Consolare di Torino.
grazie al contributo del Consolato onorario di Svezia per il Piemonte e la Valle d’Aosta il brindisi è stato preceduto dall'esibizione del “Coro delle Lucie”, di fronte al Duomo, nella vicina Piazzetta San Giovanni.
Oltre cinquanta tra colleghi e consolrti hanno preso parte al momento conviviale che è stato concluso dal discorso del VIce Decano, Gianni Maria Stornello che è disponibile di seguito
"Cari colleghi, tocca a me, in assenza del Decano, porgerVi gli auguri più affettuosi per il Santo Natale. Lo faccio con la gioia nel cuore, nella certezza che vi giungano graditi e al tempo stesso esprimano quel senso di fratellanza che ogni augurio rivolto a Voi, amici del Corpo Consolare di Torino, ma direi al mondo che ci circonda, ci faccia sentire più vicini, solidali, il Santo Natale. La nuova nascita di Dio, che si è fatto uomo per la salvezza dell'umanità, giunge al termine di un altro anno di crudeltà, di violenza, di aggressioni, di viltà, di guerre che uccidono l'uomo, la donna, il padre, la madre che sono in noi. Come possiamo non riflettere sull'orrore che ci circonda, dobbiamo comprendere che non siamo più in grado di farci sfuggire di mano la salvezza per la quale preghiamo e della quale a volte ci sfugge il senso spirituale della vita. Il Corpo Consolare di Torino, forte della rappresentanza di ben 48 Paesi, ci offre sicurezza, benessere, viviamo nell’agiatezza, ci culliamo sugli allori, ci induce a pensare che siamo privilegiati. Sono proprio questi privilegi, di cui ci avvaliamo, che devono farci sentire nostre le sofferenze degli altri. Forse c'è in me un velato senso di malinconia? Sì, se l'avvertiamo abbandoniamoci ad esso per farci capire che il Natale, soprattutto per Noi che rappresentiamo etnie e religioni diverse, deve essere consacrato all'accoglienza, all'attenzione per coloro che hanno bisogno. Questa nostra attenzione è la migliore panacea mitologica che personifica la guarigione e l'onnipotenza. Abbiamo la fortuna, ricordiamocelo sempre, di vivere a Torino in questa meravigliosa città, che ha fatto l'Italia e ha contribuito a salvarne la cultura, la vivacità intellettuale, la letteratura, le scienze, la poesia, la medicina, l'industria. Abbiamo il dovere di proteggere persone che vengono da lontano e che sentono come primaria sensazione quella di essere accolti fraternamente. Persone che sono cresciute, che frequentano le nostre Università. Pensiamo alle migliaia di studenti del Politecnico, ma che stranieri non sono più perché parlano la nostra lingua, perché apprendono la nostra cultura, ne sono partecipi, ne sono fieri. In questi giorni, che anticipano la Natività, non possiamo non pensare alle parole umili, affettuose di Papa Francesco, figlio di un astigiano, immigrato a sua volta in Argentina, Capo della Chiesa Cristiana che abbraccia tutti i popoli e che mi è rimasta impressa nel cuore: “La benevolenza è scegliere sempre la modalità del bene per rapportarci tra di noi”.
Buon Natale
Gianni Maria Stronello